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i gesti dell’artigianato

Dedicato all’artigianato e al saper fare italiano

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Artigianato e Palazzo XXI Edizione

Lo scenario che a Firenze ospita “Artigianato e palazzo” è impressionante: un giardino meraviglioso, disseminato di statue, che conduce ad un palazzo antico, animato dagli stand con le rappresentanze tra le più disparate della manualità e dell’artigianato italiano. Inizio a calarmi nell’atmosfera della mostra con una semplice passeggiata tra i corridoi e le limonaie, intenzionato a farmi una prima idea di cosa proponga l’evento, spaziando tra volti conosciuti e nuovi artigiani.

Giardino Corsini

Uscito in giardino, mi ritrovo calato in un angolo di Sardegna. Naturalmente non posso fare a meno di fermarmi: sullo sfondo dell’esposizione si può ammirare un murales con scene tipiche sarde, con tanto di cestini tipici intrecciati appesi al muro. Alla base di tutto c’è una collaborazione tra artigiani sardi: il murales è opera di Pina Monne, i cestini di Alessandra Floris, presente anche all’evento per una dimostrazione pratica.

Stand_ElisabettaCanzoneri

Lo stand espone “Elisabetta Canzoneri”, che ha portato a Firenze un angolo della creatività della sua Sardegna; la sua linea di bijoux in filigrana di cotone e cristalli Swarovski ad essa ispirati; le creazioni di Elisabetta Canzoneri reinterpretano in chiave contemporanea le tradizioni nel gioiello sardo, indossati nei grandi eventi sui costumi tradizionali. Gli orecchini, le collane ed i bracciali esposti, dedicati ai luoghi magici dell’isola Sarda, hanno forme leggere ed eteree, la lavorazione della filigrana abbraccia il cristallo inserito in essa durante l’annodamento del filo; il risultato è un gioiello decisamente nuovo, fashion e contemporaneo, adatto ad uno stile semplice e raffinato.
elisabetta_canzoneri
Una chiara reinterpretazione dei più classici cestini intrecciati col giunco, Elisabetta Canzoneri la esprime nelle borse in paglia e cotone, dai colori rubati alle spiagge e al mare cristallino della Sardegna, quei toni di colore che chiunque abbia visitato l’isola ritrova in queste borse,.
Il principio che sta dietro “dedicato a mia madre e alla mia terra”, traspare chiaramente da ogni pezzo e non poteva essere meglio interpretato.

Canzoneri

Avendo iniziato dalla mia terra, decido di rimanervi e mi avvicino a curiosare tra i gioielli di Andrea Cadoni di Montevecchio, orefice di Cagliari.
I suoi pezzi parlano senza dubbio di Sardegna: l’oro e l’argento si mischiano ai materiali naturali tipici della zona, come il legno di ginepro o le conchiglie.
Il risultato? Gioielli al contempo delicati ed imponenti, come questa collana bellissima, poetica e dalla forte personalità.

andrea cadoni

A questo punto il mio giro continua verso altri lidi, puntando verso gli stand selezionati per la sezione Blogs & Crafts, dedicata agli artigiani under 35.
Da sardo e conoscitore dei coltelli sono stato chiaramente attirato dall’esposizione di Antonino Versaci, coltellaio siciliano con cui ho potuto discutere anche le differenze di questo tipo di artigianato da regione a regione.
Artista del ferro e del coltello da oltre un decennio, mi spiega che i coltelli siciliani sono molto più “ferrati” di quelli sardi; al corno si affiancano sempre diverse parti in metallo, tramandate da secoli di lavorazioni di fabbri, intenti a creare attrezzi per il lavoro. I suoi pezzi sono tutti lavorati a mano secondo le tecniche insegnate di generazione in generazione: il modello più semplice e lineare prevede almeno un giorno di lavorazione.

Versaci

La durezza e la poca malleabilità dei materiali si ritrovano anche nelle creazioni di Gabriele Pici: sculture e complementi d’arredo che si potrebbero definire suggestivi. A partire dalla pietra leccese tipica della sua terra, riesce a creare dei pezzi dalle linee morbide e curvilinee, definendone le forme senza passare da nessun bozzetto preciso e ben definito.

Gabriele Pici Sculture

La tappa successiva mi porta a contatto con un’artigiana fiorentina decisamente fuori dal comune. Laura de Martino, designer, con la sua Arual Dem porta avanti la tradizione fiorentina del gioiello, utilizzando però un materiale tanto pregiato quanto fuori dal comune: la carta. Per realizzare i suoi gioielli ecologici e creativi ha infatti scelto il materiale che da sempre la rappresenta al meglio, racchiudendo la sua natura di disegnatrice, grafica ed appassionata del Giappone. Quest’ultimo elemento si ritrova nella struttura stessa degli accessori Arual Dem: ogni pezzo è una sorta di origami modulare, essendo costituito da altre componenti, e presenta una cromia ed una texture peculiare. Un cenno particolare: nonostante il materiale, i gioielli sono trattati per resistere all’acqua; certo, non si parla di bagni in piscina, ma si può affrontare una giornata di pioggia senza problemi.

ArualDem

Dalla carta passo quindi ai tessuti: la storia di Dezen Dezen e delle loro T shirt stampate artigianalmente è una storia di impegno e di ingegno contro la crisi. Le magliette sono infatti l’evoluzione del foulard, da sempre punto di forza e produzione del laboratorio di famiglia ma con vendite in calo in tempi più recenti. Dezen Dezen ha perciò deciso di affrontare di petto la crisi, intraprendendo un duro lavoro per adattare la tecnica con i quadri serigrafici utilizzata da tre generazioni alla stampa sulle magliette.
Il risultato è una collezione fresca, in cui i decori tipici rivivono su un capo contemporaneo ed adatto a tutti i giorni.
Parlando con i gestori del marchio capisco quanto la qualità ed il lavoro artigianale facciano la differenza: si potrebbe pensare che una T shirt possa attirare solo una clientela giovane, mentre mi riferiscono che anche una fascia più matura apprezza, sapendo riconoscere qualità del prodotto, del tessuto e della stampa.

Dezen_Dezen

Un’altra esposizione che ha istantaneamente attirato la mia attenzione è stata quella di Unoadue, con i plastici e i modelli di legno, plastica e cartone, precisi e puliti. Il nome racchiude la passione di due giovani donne architetto: 1 a 2 sta infatti per la scala di rappresentazione, ovvero la metà della realtà, ma sta anche ad indicare le due componenti e la loro voglia di crescere. La Unoadue produce modelli e plastici su commissione, per clienti che spaziano dal campo navale al design, vista la grande passione per la parte pratica e manuale del lavoro di architetto.

unoadue

L’ultimo, ma non ultimo, artigiano della sezione Blogs & Crafts su cui ho deciso di concentrarmi è Gemma Vernò, marchio di cappelli handmade creato a Monza dall’omonima Gemma. Una ragazza moderna, tatuata, ma completamente immersa nella passione per un accessorio tradizionale e altrettanto tradizionalmente realizzato: dietro ogni singola creazione sta uno studio dei materiali e delle forme, con una continua attenzione alla qualità.

Gemma Vernò

A questo punto la fiera mi riserva una sorpresa gradita: incappo nell’Antica Pasticceria Don Gino, laboratorio artigianale siciliano. L’incontro è una vera gioia, sia per la vista che per il palato; a voi purtroppo rimane solo la bellezza di questa cassata realizzata sul momento e i colori del carretto tipico della Sicilia.

DonGino

Decido quindi di andare a trovare due conoscenze dell’anno scorso, due grandi personalità nel mondo dell’artigianato e dell’oreficeria: la Mazzanti Piume e la bottega orafa di Paolo Penko.
La prima, dopo 80 anni di fiorente attività è ancora una figura di spicco nella realizzazione artigianale di piume, richieste anche dai brand più rinomati e da cui è nata in tempi più recenti anche la linea di accessori Nanà Firenze; una visita al loro stand è sempre un’esplosione di colori e di consistenze mosse dal vento.

Mazzanti Piume

I gioielli realizzati da Paolo Penko rappresentano l’eccellenza dell’oreficeria fiorentina, che è riuscita ad ottenere riconoscimenti in tutto il mondo; per quest’anno è prevista addirittura l’apertura di punti vendita in Cina. A Penko si deve anche la fondazione della Scuola di Arte Sacra di Firenze; il laboratorio stesso ha realizzato vari pezzi per il Papa e lo scettro mediceo di Cosimo I, che si trova a Palazzo Medici Riccardi.
Questa carrellata di artigiani rappresenta solo parzialmente il gran numero di artisti che ho avuto l’occasione di conoscere, ma un post non li può ovviamente contenere tutti.
Chiudo in bellezza con Simone Mencherini, orefice di Tavarnuzze, in provinca di Firenze, vincitore del premio Perseo, assegnato ogni anno all’artigiano più apprezzato dal pubblico.

Mencherini

testi di Stefania Loi, foto e video Massimo

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