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Pieno agosto: caldo, spiagge fin troppo affollate; vorrei fare una gita fuori porta, qualcosa che non comprenda sabbia e ustioni. Decido di salire in macchina, direzione Mogoro, per dare uno sguardo alla 55esima edizione della Fiera dell’Artigianato artistico della Sardegna.

Questo centro in provincia di Oristano e’ facilmente raggiungibile da Cagliari, in una 50ina di minuti, cosi’ come da altre parti della Sardegna, anche in pullman. L’esposizione, visitabile sino al 4 settembre 2016 con orario continuato dalle 10 alle 21, e’ un evento unico se si vuole conoscere o approfondire la bellezza dell’artigianato sardo; per me quindi assolutamente imperdibile.

Fiera dell’artigianato artistico di Mogoro

Appena entrato nel Centro Fiera del Tappeto, mi colpisce un cambiamento rispetto alle precedenti edizioni: un’atmosfera diversa, più ampia e luminosa, dovuta ad un nuovo allestimento efficacemente riportato in una mappa che permette al visitatore di orientarsi perfettamente nei due piani del centro espositivo, rendendo tutto piu’ fruibile.

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E’ evidente che gli organizzatori hanno lavorato per creare qualcosa di moderno, rivolto ad un pubblico giovane, inserendo l’artigianato in un contesto vivace, in grado di attirare anche clienti da mercati diversi rispetto ai piu’ tradizionali.

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Questa tendenza si riflette anche nei pezzi in esposizione: alcuni artigiani sono stati affiancati da giovani architetti e designer originari di Mogoro, per creare pezzi inediti e dal sapore contemporaneo.
Sono nati cosi’ pezzi unici, innovativi, con disegni e tessuti capaci di soddisfare gusti differenti.

Artigianato & Design

Chi fosse interessato ad acquistare un determinato pezzo puo’ individuare facilmente il settore in cui dirigersi, senza perdere ore a vagare tra labirinti di padiglioni: non è soltanto una fiera ma una vera e propria mostra-mercato.
Per me, che non sono alla prima visita della mostra, l’aspetto piu’ interessante e’ certamente vedere come l’artigianato si evolva e cambi di anno in anno, come ogni artigiano reinterpreti le proprie creazioni. Cosi’ uno stesso elemento d’arredo puo’ essere declinato in un’infinita’ di colori e dettagli, rinnovandosi nel tempo.
Veniamo quindi agli artigiani e ai pezzi in esposizione, che spaziano dalla ceramica al settore tessile, passando per i metalli, la cestineria, il ricamo e molti altri.

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Iniziamo dalla ceramica, la cui presenza mi e’ sembrata in aumento rispetto alle precedenti edizioni.
Mi colpiscono subito i Mamuthones di Alessandro Lai, ceramista di Iglesias che crea dei pezzi forti e delicati allo stesso tempo, in cui esprime l’influenza delle contaminazioni culturali tipici della sua terra. Il mamuthones rappresenta, appunto, un piccolo uomo vestito con la maschera tipica del carnevale sardo.

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La mostra, ampia e poliedrica, mi permette di passare dai complementi di arredo in ceramica agli oggetti realizzati con materiali di riciclo, ovvero da Is Femmineddas.
Questo laboratorio di artigianato artistico si propone di creare degli oggetti che abbiano una storia unica, partendo da legno, lamiere e altri elementi di recupero che vengono fatti rivivere con maestria. Francesca Serra e Massimo Mei creano cosi’ dei pezzi allegri, vitali, spesso realizzati con l’utilizzo aggiuntivo della terracotta.
O ancora, passiamo ad uno tra i materiali piu’ antichi nel panorama dell’artigianato sardo, il rame.
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Adriano Concas, artigiano di Villaputzu, realizza degli oggetti che vanno dai piu’ tradizionali, come gli utensili da cucina, a quelli piu’ moderni, come gli specchi dalle forme accativanti.
Il suo lavoro e’ la dimostrazione di come un’attivita’ antica come la lavorazione del rame possa essere rivisitata per poter essere apprezzata appieno anche oggi.

Questo piccolo viaggio tra gli stand credo riesca ad esprimere l’atmosfera della fiera e la diversita’ tra gli artigiani presenti.
Dal canto mio, che lavoro e sono a contatto con gli artigiani ogni giorno da anni, l’evento e’ in grado di esprimere appieno il lavoro, lo studio e la passione che ognuno dei presenti mette in ogni suo singolo pezzo.
Buon artigianato a tutti!!!

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Arrivare a Udine dalla Sardegna è stato un viaggio lunghetto. Due voli passando da Fiumicino e Venezia, seguiti da un po’ di treno, ma devo dire che ne è valsa la pena.

Blogger Doc

Udine, città fortificata con cinque ordini di mura rimasti integri fino a fine ‘800, si trova quasi al centro del Friuli, in linea d’aria a poco più di 20 km dalla Slovenia e 50 dall’Austria.

Vista Castello

La mia curiosità di vedere come l’artigianato venisse raccontato durante il Friuli Doc è stata soddisfatta nei quasi tre giorni in cui ho potuto vedere come le vie del centro siano state animate da gusti, spettacoli e saper fare.

Guarda il mio #friulidoc 3 giorni in 1 minuto

La prima tappa è stata il cuore della città, ovvero la Piazza della Libertà, definita la più bella piazza in stile veneziano sulla terraferma.

Statua Piazza

Nell’arco dei secoli questa piazza ha cambiato nome molteplici volte. Quello che mi ha colpito maggiormente? Probabilmente quello usato nel medioevo, ovvero “Piazza del Vino” proprio perché vi era un mercato dedicato.

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Sempre in Piazza della Libertà si trova la Loggia del Lionello, palazzo Comunale, monumento più importante della fitta Udine realizzato la prima volta nel 1456, andato completamente distrutto in un incendio il 19 febbraio 1876; l’opera di ricostruzione iniziò il mese successivo e fu affidata all’architetto Andrea Scala.

Loggia Lionello

Come ogni nuovo luogo che si visita la prima cosa da fare è assaggiare i prodotti tipici, e direi che c’era proprio l’imbarazzo della scelta, tra formaggi, primi, vini, birre e grappe e dolci. Proprio la mia passione per il cioccolato mi fa trovare “casualmente” il laboratorio artigianale “Adelia Di Fant” e i suoi liquori al cioccolato.

Adelia Grappe

Tra i vari piatti che ho provato quello che sceglierei come mio preferito sono gli Cjalzons di prugne alla carnica, un raviolo farcito con prugne e pinoli saltato in padella con burro nocciola, ricotta affumicata e cannella.

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I ravioli si aggiudicano il mio premio della critica, anche se non rimasto piacevolmente colpito dagli gnocchi di susine del Tarvisano e dal classico piatto di polenta con stinco. :-)

Stinco di Maiale


Artigianato tipico friulano

Ma tranquilli, non ho solo assaporato i sapori della tradizione friulana. Grazie alle varie iniziative della Confartigianato di Udine ho conosciuto alcune delle realtà artigianali locali. Prima grazie all’ArtisanTour, una visita guidata per la città con l’attore Claudio Moretti, che con il suo carisma e senso dell’umorismo ha animato la passeggiata tra le vie della città e gli stand di artigianato posizionati in Via Veneto, dove ho visto le lavorazioni dell’artigianato clautano.

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Poi visitando alcuni laboratori artigianali della città, come la Legatoria Moderna di Eva Seminara.
“La rilegatura è un mestiere antico, che nasce dalla necessità di tenere uniti i testi scritti e che si è evoluto in modi diversi nel corso dei secoli”

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Sicuramente molto interessanti anche gli incontri per conoscere alcuni progetti rivolti a far crescere la digitalizzazione dell’artigianato e la valorizzazione del made in Italy.


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