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artigianato

Fotocamera e telecamera cariche, occhi e orecchie (e stomaco!) aperti: la seconda tappa di Ottobre del tour #unpienodiartigianato può avere inizio.
Questa settimana partiamo da Dolianova, dove mi aspetta il mondo luccicante e iridescente di Cintia Orrù e della sua Ghirigori Glass.
Ghirigori Glass
Questa artista del vetro, che inizia nel 2007 a lavorare come autodidatta vari materiali spaziando dal vetro alla ceramica, mi dimostra dal vivo come nascono le sue perlottole, che esprimono al meglio la sua creatività e il suo approccio particolare.
Cintia Orrù
Realizzate in vetro con la tecnica lampwork, questi delicatissimi ciondoli hanno una natura duplice, potendo all’occorrenza diventare delle vere e proprie trottole che girano in una spirale multicolore.
Il lunedì si conclude poi ad Orotelli e all’insegna del relax nell’affittacamere da Giovanna, dove il mio sguardo viene catturato dai quadri alle pareti, raffiguranti soggetti vibranti e forti.
AffittaCamere
La mia curiosità mi spinge a chiedere informazioni al riguardo e viene ripagata: ho l’occasione di conoscere il pittore Antioco Lostia, che vive e ha il suo laboratorio ad Orotelli.
Oritelli Lostia
Scoprendo qualcosa in più su di lui non mi sorprendo che le sue opere mi abbiano colpito, essendo un artista decisamente apprezzato da pubblico e critica, i cui quadri si possono trovare sia in collezioni pubbliche che private. La sua produzione si concentra soprattutto sui soggetti propri della vita sarda: che siano animali e paesaggi o uomini e donne in costume sardo la sua pennellata realistica è sempre ben riconoscibile.
Antioco Lostia Quadro
La mattina dopo, soddisfatto per le nuove scoperte e rigenerato da una bella dormita, mi sposto a Pattada per conoscere un artigiano ed artista che potrebbe suscitare una certa curiosità nel panorama dell’artigianato sardo: il liutaio Piero Virdis.
Liutaio Pietro Virdis
Nella sua liuteria assisto rapito ad alcune fasi della costruzione di un violino costruito secondo gli standard del Metodo Classico Cremonese, fondamentale nel lavoro di Piero.
Pietro Virdis Liutaio
La sua formazione è infatti classica e nei suoi strumenti, dai violini ai violoncelli, si ritrovano tutti gli anni di apprendistato presso il Maestro Liutaio cremonese Francesco Bissolotti.
Schermata 2014-10-29 a 17.57.52
La seconda giornata del tour si conclude quindi a Pattada, con cena e pernottamento nell’Hotel La Pineta. Il nome non mente e mi ritrovo immerso in un’atmosfera rilassante, a godermi ravioli, seadas e origliettas immerso nel verde.

PINETAPattada

 

ristorante la Pineta
testi del viaggio di Stefania e immagini e viaggio di Massimo Loi

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2°GIORNO – Da Macomer a Nuoro

La seconda giornata del nostro tour #unpienodiartigianato inizia nel laboratorio di Pantaleo Murgia, artigiano delle scarpe e della pelle di Macomer. Tra i ritagli di pelle, i fili e i vari pezzi in lavorazione mi racconta della sua attività, con la quale porta avanti la tradizione antica dei prodotti artigianali, fatti a mano e da mani esperte.

calzolaio

Pantaleo realizza a mano scarpe, selle, accessori, gambali e altri elementi che si rifanno proprio alla tradizione della Sardegna, cercando di rispettarla quanto più possibile.

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Dopo un pranzo veloce a base di pasta fresca nel ristorante Da Gigi decido di spostarmi a Nuoro.
Pasta Fresca
Il viaggio non manca però di riservarmi delle sorprese; incappo infatti nel Nuraghe di Santa Sabina, un esempio di quanti tesori si possano incontrare, quasi casualmente, in ogni angolo della Sardegna. Nonostante quest’area archeologica sia poco pubblicizzata, quasi nascosta alla vista passando per la statale, riesce a colpire i turisti sia italiani che stranieri.

Nuraghe Video

Nel prezzo del biglietto di ingresso all’area è inclusa anche una visita alla chiesetta bizantina di Santa Sabina che si può ammirare dalla sommità del nuraghe. Arrivato a Nuoro vado subito a conoscere Roberto Ziranu, artigiano che ha saputo dare una spinta artistica al mestiere della lavorazione del ferro, tramandatogli dal padre.
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Roberto riesce a lavorare una materia difficile come il ferro con un approccio del tutto peculiare, dandogli forme e colori nuovi e sempre differenti: dimostra come una fredda lastra di ferro possa diventare un quadro attraversato da colori estremamente cangianti.
ziranu opere
L’artigianalità e la creatività permeano tutti i suoi pezzi, creati ache grazie al connubio con altri materiali più naturali, come ad esempio il ginepro tipico della Sardegna; le forme delle sue creazioni sono una rivisitazione di forme arcaiche, quasi con l’intento di restituire qualcosa ai suoi antenati.

vistanuoro

A questo punto posso ritenermi soddisfatto della seconda giornata e andare a godermi l’ospitalità di Nuoro nel B&B Nughé é Oro, al sesto piano di un palazzo in via Matteotti 14, da cui si gode una splendida vista della città.
Questo B&B nasce da una rivoluzione, e si nota: i gestori Carla e Max si sono infatti lanciati nel progetto nel 2007, abbandonando le proprie precedenti attività e riversando su “la noce d’oro” il loro intento di creare un ambiente differente.

B&B Nuoro

In tutta la casa si possono ammirare splendide fotografie scattate dai due in tutto il mondo, dalla Sardegna passando per l’Australia e la Cina; nelle tre stanze a tema differente i simbolismi non mancano, così come i riferimenti alla new age.

viaggio, video e foto di Massimo Loi / scritto da Stefania Loi

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1°GIORNO – Artigiani di Macomer Sardegna

 

 

Il mio tour dell’artigianato inizia da Macomer, in provincia di Nuoro, dove ho l’occasione di conoscere artigiani e ristoratori animati da una vera passione per il proprio lavoro, che legano fortemente alle tradizioni e all’artigianalità di Sardegna.
Le origini di Macomer sono decisamente antiche, come testimoniano senza alcun dubbio gli insediamenti di età nuragica nella zona in cui si trova attualmente il centro urbano e i vari siti archeologici apprezzabili nei dintorni, alcuni dei quali ritenuti tra i più importanti dell’intera isola. Tra di essi spicca il complesso archeologico di Tamuli, tappa consigliatissima anche dai viaggiatori di tripadvisor: solo leggendo le recensioni emerge chiaramente la bellezza e l’atmosfera particolare del nuraghe, del villaggio e delle tombe dei giganti immerse nel verde delle colline.

Tamuli

Una visita a Macomer potrebbe offrire spunti interessanti anche per gli amanti del trekking e della natura, con una visita al monte di Sant’Antonio; questa folta foresta, completamente attrezzata per i picnic, permette di godere di un bellissimo panorama sulla sua sommità, dove si trovano anche una chiesetta e un nuraghe quasi completamente avvolto dalla vegetazione. Se si è interessati ad una visita particolarmente suggestiva al monte è consigliato il 13 giugno in occasione della ricorrenza di S. Antonio da Padova, quando migliaia di fedeli da tutta la Sardegna si riuniscono nella natura.
Dopo un primo giro per conoscere il paese decido che è il momento di riposarmi e mi dirigo a Casa Castori, un’abitazione storica resa ben più di un b&b dalle sorelle Castori.

Ingresso

Sin da subito mi salta all’occhio l’atmosfera speciale che si respira: sembra quasi di aver fatto un salto nel passato di questa casa, appartenente alla famiglia da oltre cento anni.

MaschereCasaCastori

Un restauro a regola d’arte, gli arredi tradizionali affidati ad abili artigiani della zona, l’esposizione di foto antiche e di maschere del carnevale sardo, sono tutti elementi che rendono un soggiorno a Casa Castori quasi un viaggio nel viaggio.
Rifocillato dopo una bella dormita vado a conoscere i primi artigiani del nostro tour, nel Lab PLATDD. Barbara Pala e Antonella Tedde sono una Fashion Designer e una Modellista, che dopo anni di studi ed esperienze lavorative nella moda e nell’artigianato hanno deciso di tornare in Sardegna e creare un laboratorio in cui poter esprimere la loro passione e competenza.
#LABPLATDD
All’interno del laboratorio posso ammirare abiti unici, realizzati sempre su misura, sia di stampo moderno che tradizionale: un esempio è la riproduzione fedele della giacca del costume tradizionale di Macomer, realizzata in orbace e velluto per avvicinarsi quanto più possibile al modello originario del 1850.

Lab Platdd

Mi viene spiegato anche come nasce una collezione di moda del laboratorio Pala, come la collezione Mascaras, nata dal desiderio di creare degli abiti che fossero intellettuali e romantici; il filo conduttore è il legame che si è cercato di creare tra il mondo del carnevale sardo e il concetto di mascheramento nella società.

Lab PLATDD

La giornata prosegue ed il mio stomaco è il primo ad accorgersene: mi dirigo quindi alla mia prossima tappa, il ristorante Da Gigi dell’Hotel Marghine.
Chiacchierando con i proprietari scopro quanto il loro ristorante e albergo di famiglia sia influenzato da sessant’anni a questa parte dalla voglia di far conoscere ai turisti la vera Sardegna, sia in ambito culinario che non. La cena è deliziosa e, particolar non da poco, abbondante: inizio con un antipasto con bottarga e frutta
Bottarga e Frutta
proseguo con una carbonara vegetariana.
Carbonara di Verdure
Mi raccontano di come stiano cercando di dare una personalità all’albergo, in modo che i turisti anche stranieri possano farsi un’idea delle tradizioni, delle caratteristiche, dei colori della Sardegna: le camere sono estremamente colorate, la sala del ristorante è decorata da una serie di immagini tipiche.

Hotel Marghine Macomer

La prima giornata del tour si chiude così, in attesa di scoprire nuovi colori e sapori della Sardegna.

viaggio, video e foto di Massimo Loi / scritto da Stefania Loi

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