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Storia e lavorazione della filigrana – la granulazione

Il nome filigrana racchiude il concetto stesso di questo tipo di lavorazione, tramandato nei secoli e ancora di moda nella gioielleria: filigrana, da filo e grana, rispettivamente filum e granum in latino.
Questi sono i due elementi alla base dei gioielli sardi di questo tipo, assimilabili a veri e propri lavori di cucito e traforo con fili metallici e preziosi, come l’oro e l’argento.
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Le origini della filigrana sarda arrivano, come spesso accade, sino all’antico Egitto, dove si puo’ ritrovare traccia di una tecnica di gioielleria similare, anche se considerabile piu’ traforo che filigrana; per avere una diffusione importante della tecnica alla base di quest’ultima bisogna invece attendere la fine del VIII secolo a.C. e spostarsi nelle gioiellerie etrusche.
I gioielli sardi in filigrana si potrebbero quindi considerare in parte un’evoluzione dell’arte etrusca: tracce di quanto fosse diffusa e utilizzata questo tipo di lavorazione sono arrivate sino ad oggi in alcune tombe, sotto forma di collane, bracciali spille e decorazioni per i capelli splendidamente lavorate.
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Altre fonti ritengono invece che l’invenzione della filigrana sia da attribuire agli Arabi; effettivamente i popoli musulmani furono da sempre maestri in quest’arte e si ritrovano esempi esemplari risalenti all’Egitto fatimita.
La storia della filigrana non e’ infatti chiara e lineare, avendo attraversato mezzo mondo e essendosi sviluppata nelle culture piu’ avanzate dell’epoca: dall’antico egitto al mondo musulmano, passando per i fenici e l’Impero Romano.
Una volta diffusasi in Italia la filigrana diviene anche filigrana sarda: i gioielli sardi si annoverano tra i piu’ rinomati, andando ad affiancarsi a quelli prodotti ad Agrigento, Firenze, Genova, Napoli, Torino e Venezia.
Oggi la lavorazione della filigrana ripropone ancora lo splendore e la tecnica del passato, con l’utilizzo di fili metallici ottenuti dal passaggio al laminatoio di una lastra sottile per la creazione di una treccia, alla base di un gioiello in filigrana sarda.
Sulla struttura creata malleando il materiale in questo modo si vanno poi ad aggiungere altri elementi e decorazioni, ottenuti con diverse tecniche; un esempio e’ la granulazione, con cui si utilizzano sfere d’oro o d’argento di dimensioni variabili, ma sempre ridottissime.
Gioielli-Sardi1
Queste piccoli elementi sferici si ottengono solitamente con la fusione di altrettanto piccoli segmenti di filo d’oro o d’argento con un cannello per saldare; vengono utilizzati spesso per decorare i gioielli in filigrana, venendo accuratamente saldati alla superficie per andare a formare gli elementi piu’ disparati.

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