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I riti della Settimana Santa : Oristano

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I riti della Settimana Santa ad Oristano hanno attraversato un’evoluzione peculiare rispetto ad altre zone della Sardegna; dopo un’interruzione di quarant’anni dovuta alla decadenza delle confraternite, tra il 1978 e 79 hanno ripreso vita esprimendo una tradizione fortemente radicata nella popolazione.
Tutti i riti e le processioni, eccetto circostanze fuori dal comune, prendono avvio dalla chiesa di San Martino, la più antica della città e sede delle confraternite.
Tradizionalmente l’organizzazione della Settimana Santa era in mano alla cunfraria de sa morti, la confraternita della morte, i cui membri in saio e cappuccio bianco si occupavano persino di murare i teschi dei condannati al di sotto di una cappella adiacente a San Martino. In seguito le incombenze si sono ripartite tra altre due confraternite: quella del Santissimo Nome di Gesù e quella del Santissimo Rosario, rispettivamente in abiti rossi e bianchi e neri.
Il primo rito della Settimana Santa oristanese è quello di Is Misterius: nel pomeriggio del lunedì un tamburo scandisce lugubramente il tempo ed apre la processione, seguito dai confratelli recanti in spalla sette statue raffiguranti altrettanti momenti della passione di Cristo. Questi sette simulacri vengono quindi trasportati in visita in sette diverse chiese della città.
Un’altra processione particolarmente suggestiva è quella de Su Jesus, che si tiene il giovedì con il favore delle tenebre, dalle 20.30 a mezzanotte inoltrata.
Anche questa ripercorre una visita delle sette chiese, compiuta però dal Cristo che trasporta la sua croce e dalla Madonna, vestita come una donna del popolo a lutto. Un altro elemento in comune è la presenza del tamburo che suona a morte, accompagnato da cantori intonanti versi che spaziano dal sardo al latino.
Il venerdì si svolgono due riti: un primo privato, col quale si accompagna il Cristo dalla sua chiesa alla cattedrale, e la processione de Sa Maria alla ricerca del figlio morto.
Durante questo rito si può assistere al passaggio del simulacro della Madonna nel lutto più totale, preceduta da una lettiga vuota, sino all’arrivo in cattedrale, dove avviene la deposizione del Cristo. I riti religiosi della Settimana Santa anche ad Oristano si concludono il giorno di Pasqua con la cerimonia de s’Incontru tra le statue del Gesù risorto e della Madonna, che si tiene in piazza Episcopio.

Immagini tratte da http://www.provincia.or.it/, fonte: Caredda, Pasqua in Sardegna

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