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I riti della Settimana Santa : Alghero

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Il nostro percorso attraverso i riti e i luoghi della Settimana Santa in Sardegna parte da Alghero, dove si può assistere a diverse cerimonie ed eventi ad alta carica drammatica. Nella città, così come a Cagliari, il primo evento significativo si ha con la processione che inizia al crepuscolo del venerdì di passione, prima che inizi la Settimana Santa, e che vede protagonista il simulacro della Mater Dolorosa.
E’ però il martedì che iniziano i veri e propri riti, quando la confraternita della Misericordia organizza la cosiddetta processione dei Misteri: dalla chiesa di San Francesco Lus Fustus de Santa Creu (le statue di Santa Croce) ripercorrono le vie della città vecchia, riproducendo un rito nato nel 1506.
Il mercoledì si ha un evento particolarmente suggestivo ed importante; di notte, il Cristo della Misericordia intraprende la Via Crucis con cui verrà trasferito dalla chiesa che ne porta il nome alla cattedrale.
Questa statua del Cristo ha una valenza particolare ad Alghero: leggenda vuole che sia stata trovata dentro una cassa approdata casualmente sulle coste della città e recuperata facilmente, dopo altri inutili e faticosi tentativi, da un giovane del gremio della Misericordia che pronunciò la parola “Cristhus”.
Nonostante sia ormai chiaro che solo di leggenda si tratti, dal 1723 il Cristo viene annualmente utilizzato per le processioni della Settimana Santa ed è uno dei maggiori oggetti di devozione per tutti gli algheresi.
Un altra processione a cui si può assistere tra i riti della passione ad Alghero è la processione notturna delle celcas, che ha ripreso a svolgersi dal giovedì santo del 1978. Organizzata dai confratelli della Misericordia, che portano al collo un medaglione simbolo della Madonna, accompagna una piccola Vergine Addolorata e vestita a lutto alla ricerca del proprio Figlio morto per le chiese della città, per poi concludersi con l’adorazione del Santissimo Sacramento.
L’emotività e la teatralità della Settimana Santa esplodono però con i riti del venerdì santo, dalla deposizione di Cristo dalla croce sino alla processione notturna del Discendimento. Il declavament si svolge nel pomeriggio, quando quattro “baroni” in abiti orientali riproducono il ruolo dei giudei che composero il corpo di Cristo nella bara. Sotto le direttive del sacerdote, che supervisiona10-settimanasanta03[1] le operazioni dal suo pulpito, levano la corona di spine ed estraggono i chiodi da mani e piedi, mostrando ognuno di questi oggetti ai fedeli stipati nella chiesa.
Il Cristo viene quindi fatto scivolare delicatamente per essere presentato alla Madre e finalmente adagiato nella sua bara, affidata poi alle persone che la sorreggeranno per tutto il corso della successiva processione.
Lungo le vie del centro storico, alla sola luce di trenta antichi lampioni e dei lumini votivi degli abitanti, il corteo torna lentamente alla chieda della Misericordia, dove il Cristo trova riposo in una tomba ai piedi dell’altare maggiore.
E’ quindi il momento dell’omaggio dei fedeli, portato avanti ininterrottamente per tutta la notte. Solo la mattina successiva la statua torna nella sua cappella abituale, dove resterà indisturbata sino alla Pasqua successiva.
I riti della Pasqua ad Alghero si concludono quindi con la processione dell’Incontro tra Gesù risorto e la Madonna, al suono delle campane a festa, seguita da una messa in catalano.

Le immagini sono tratte da http://www.sardegnaturismo.it/it/articolo/la-settimana-santa-di-alghero e http://www.algheroweb.it/leggi.php?idrecord=60&ver=it ; fonte: Caredda, Pasqua in Sardegna

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