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Milano – #unpienodiartigianato

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Sono stato tante volte a Milano, ma non alla ricerca di artigiani e storie d’artigianato all’interno di laboratori e negozi. Nel capoluogo lombardo mi son sempre confrontato con manifestazioni come la Fiera dell’artigianato, il Fuori Salone, Homi e tanti altri eventi che caratterizzano la città.Questa volta ero curioso di capire se il progetto #unpienodiartigianatosardegna fosse riproducibile a livello nazionale: così, parlando con Armando di madeinitalyfor.me, abbiamo scelto proprio Milano come primo test di analisi del nuovo viaggio tra i gesti del saper fare, per capire se il nostro lavoro potesse essere utile per supportare il lavoro dei laboratori artigianali in tutta Italia.

Milano

Prima di partire avevo in mente di realizzare un post con cui raccontare prima di tutto i luoghi tipici, anche turistici, a cui unire successivamente i gesti nascosti dell’artigianato; magari partendo dal Duomo, soffermandomi sulle bellezze della terza chiesa cattolica nel mondo.
Avrei potuto raccontarvi che dopo aver varcato uno dei portali di bronzo della chiesa, vi troverete davanti ad uno spettacolo tutto da scoprire, come la statua realizzata di Marco d’Agrate raffigurante San Bartolomeo scorticato, che porta la sua stessa pelle sulle spalle, tipo stola.

Una foto pubblicata da Italiaa3 (@italiaa3) in data:

Avrei potuto proseguire dicendo che lungo Corso di Porta Ticinese si trovano le sedici “Colonne di San Lorenzo”, un’antica costruzione d’epoca tardo romanica situata di fronte all’omonima basilica, che la sera diventano uno dei luoghi più vissuti della città.

Colonne di San Lorenzo - Milano

Avrei potuto raccontarvi ancora che al centro della Galleria Vittorio Emanuele II, che collega Piazza Duomo a Piazza della Scala, si trova sul pavimento uno stemma raffigurante un toro, a cui è collegata una simpatica usanza, sebbene non tanto simpatica per il toro.

Galleria Vittorio Emanuele II - Milano

Si dice infatti che porti fortuna porre il piede sopra i suoi attributi e compiere una rotazione ad occhi chiusi facendo perno su quel piede: attenzione però, pare che il periodo giusto sia dal 24 al 31 dicembre e che sia meglio utilizzare il piede destro.
Solo cosi’ si può ottenere ciò che è promesso dalla leggenda, ovvero un po di fortuna e fertilità. O mi sarei potuto soffermare ampiamente su come sia cambiata la città con i lavori che sono stati svolti per Expo 2015.

Navigli Milano

Ma durante i miei vagabondaggi per Milano mi sono imbattuto in alcuni laboratori artigianali che hanno totalmente assorbito la mia attenzione non solo per la bellezza delle creazioni, quanto per la passione che anima i rispettivi artisti che vi stanno dietro.
Perciò, quando passeggiate in via Torino, il mio consiglio è di svoltare in via Nerino e percorrerla fino al civico 8, lì troverete un portone in legno: all’interno del cortile rimarrete sicuramente colpiti dal Laboratorio Paravicini.
Entrato in questo piccolo laboratorio, mi sono trovato circondato dai piatti: ceramiche di diverso colore, ognuna con una diversa fantasia, che sembrano raccontare mille storie diverse.

Laboratorio Paravicini

La storia di questa piccola impresa artigiana, mi racconta Silvia, ha inizio nei primi anni ’90 nella maniera piu’ semplice, quando sua madre e sua zia non riuscirono a trovare un servizio di piatti che rispondesse alle loro esigenze, qualcosa che si discostasse dalla solita produzione di natura industriale.
La volontà di avere sulla tavola qualcosa di diverso le smosse: avendo dimestichezza con il disegno e la pittura decisero di lanciarsi, provando a decorare dei piatti trovati da un artigiano utilizzando la tecnica del sottosmalto. Molti tentativi, molti piatti buttati e molto studio dopo, una curiosità e una passione si sono trasformate in un mestiere.

Laboratorio Paravicini

Nasce cosi’ il Laboratorio artigiano Paravicini, animato da madre e figlia e da due decoratrici che nel tempo si sono unite al progetto. L’intento e’ quello di creare dei pezzi unici, decorati a mano, delineando una produzione che si articola su due linee principali: da un lato le ceramiche realizzate su richiesta del cliente, dall’altro le collezioni Paravicini, nate dall’estro e dalle tendenze della moda. I primi sono servizi di piatti che seguono le esigenze e i desideri del cliente: colori, disegni, monogrammi, stemmi di famiglia.

Laboratorio Paravicini

I secondi nascono invece dai disegni a mano libera delle creative del laboratorio e si possono considerare dei pezzi di una collezione, adatti anche ad essere comprati singolarmente e, magari, appesi al muro come decorazione. I nuovi pezzi da collezione vengono presentati ogni anno al Salone del mobile, in modo da far conoscere la produzione di questo piccolo laboratorio di Milano anche all’estero. La bellezza delle ceramiche Paravicini, chiara gia’ dal primo passo dentro il negozio, viene valorizzata anche dalle confezioni e dagli imballaggi, realizzati con attenzione ai dettagli e all’estetica; ciò le rende anche un’ottima idea regalo, magari puntando su un solo piatto come pezzo d’arredamento.

Uscito dal laboratorio, mi sono trovato dinnanzi alla monumentale facciata marmorea barocca della Chiesa di San Giorgio al Palazzo, che deve il suo nome al fatto che sorge sulle rovine dell’antico palazzo imperiale romano voluto da Diocleziano, quando Milano era capitale dell’impero Romano d’Occidente.

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