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La Sartiglia : Le fasi

Tradizioni di Sardegna – Sartiglia Oristano

La Sartiglia, fondamentale ed estremamente importante nel panorama culturale e tradizionale della Sardegna, merita un approfondimento che entri più nel dettaglio delle varie fasi dell’evento.
Su Bandu

Per secoli l’attività dei banditori ha rappresentato la principale fonte di informazione per le comunità. Oggi l’avviso, su bandu, della corsa viene dato durante la mattina della domenica di quinquagesima e del martedì successivo. Il banditore, seguito da alfieri con le insegne della città, trombettieri e tamburini, percorre le vie del centro storico di Oristano dando annuncio della corsa imminente.

La vestizione

Il giorno della gara il cavaliere prescelto come Capo Corsa si presenta, accompagnato da un drappello di tamburini e trombettieri, ai piedi di un vero e proprio altare all’interno di una sala riccamente decorata con grano e fiori.
Ha quindi inizio un antico rituale, ancor oggi denso di sacralità, col quale si procede appunto alla vestizione del cavaliere più importante, simbolo di forza e sacerdote della fecondità. Da quel momento si evita accuratamente qualsiasi contatto tra su Cumponidori e la terra; infatti tradizione vuole che qualsiasi contatto con la Grande Madre possa privarlo di quella purezza assolutamente necessaria per ottenere la vittoria.
Egli viene vestito dalle Massajeddas, giovani fanciulle in abito tradizionale guidate da sa Massaja Manna, che non gli permettono di toccare neanche i suoi stessi indumenti.
La natura rituale e sacra di questa prima fase della Sartiglia si percepisce chiaramente dal fatto che questa funzione sia ancor oggi riservata ad un numero ristretto di persone, che la eseguono o assistono in totale silenzio, interrotto solo da squilli di tromba o applausi nei momenti salienti.
Il culmine si raggiunge quando il cavaliere indossa la sua maschera, che gli viene cucita sul viso, trasfigurandolo e rendendolo totalmente inavvicinabile, quasi un “semidio”.
Quando su Cumponidori ha finalmente indossato cilindro, mantiglia, camicia, gilet e cinturone è pronto a ricevere sa pipia de maju e passare, completamente sdraiato sul suo cavallo, sotto la porta ed uscire all’esterno dove lo aspettano gli altri cavalieri.

Corsa alla Stella

Terminata la vestizione su Cumponidori, preceduto da un ricco corteo in abito tradizionale e dai membri del gremio, guida gli altri 117 cavalieri verso la via Duomo della città, dove riceve le spade con cui effettuerà la cerimonia dell’incrocio delle stesse.
Al di sotto della stella già appesa sul percorso, incrocia per tre volte la propria spada con quella de su Segundu, per poi lanciarsi per primo al galoppo per cercare di infilzare la stella. Quanti e quali cavalieri potranno imitarlo nel tentativo di ottenere la stella è una sua esclusiva decisione.

Le pariglie

Tutti i cavalieri, ad eccezione delle pariglie dei Cumponidoris che non potrebbero mettere a rischio la propria sacralità con una caduta da cavallo, si esibiscono in spericolate acrobazie sulla groppa dei propri destrieri. La competizione e lo spettacolo continuano sino a quando le condizioni della luce lo consentono; questa parte della giornata è certamente quella più spettacolare della giostra.

La svestizione

Al termine delle pariglie su Cumponidori saluta la folla e si dirige verso lo stessa sala utilizzata in precedenza per la vestizione. Al contrario di essa, il rito della svestizione è aperto a tutti e generalmente accompagnato dalla degustazione di vino e zeppole.
Con esso si da inizio ai festeggiamenti che si protrarranno per tutta la notte.

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