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Eleonora d’Arborea e la Carta de Logu

Nuovo capitolo dedicato ai personaggi che hanno fatto la storia della Sardegna e nuovo capitolo al femminile: come non parlare di Eleonora d’Arborea.

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La vita di Eleonora d’Arborea

Nata probabilmente in Catalogna intorno al 1340, questa nobildonna diverra’ quasi una leggenda per la sua energia e le sue capacita’ in campo politico.
L’infanzia e la giovinezza di Eleonora si spostano nella corte di Arborea, nei pressi di Oristano, in un clima positivo e raffinato, dovuto al giudicato attento del padre, Mariano IV de Bas d’Arborea.
Nel 1376 Eleonora sposa Brancaleone Doria, con l’intento strategico di creare un’alleanza tra i giudici d’Arborea e i Doria, che mantenevano il controllo di un’ampia parte della Sardegna nordoccidentale.
Uno dei figli nati dall’unione, Federico, sara’ al centro di un accordo che nell’82 Eleonora stringera’ con il doge della repubblica di Genova, promettendolo in matrimonio alla figlia e legandolo alla concessione di un prestito enorme, che le permise di ottenere un ruolo di potere nella politica europea del tempo.
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Alla morte del fratello Ugone, assassinato l’anno successivo, si apri’ il problema della discendenza: rifacendosi all’antico diritto regio sardo Eleonora decide di succedere al trono pur essendo donna, proclamandosi Giudicessa d’Arborea, in modo da preservare il posto per il suo primogenito.
Inizia quindi una stagione di tafferugli e di problemi con gli Aragonesi che, volendo avanzare in territorio sardo, rapirono il marito di Eleonora in modo da farle pressioni.
La giudicessa cedera’ alla firma di un trattato di pace solo nell’88, dopo la morte del primogenito Federico e la successione del fratello Mariano, sempre sotto la sua reggenza.

La carta de logu, alla base della storia della Sardegna

In questo clima complicato, di trame e di accuse, Eleonora d’Arborea decide che il regno necessita un nuovo approccio, che fornisca pace e tranquillita’.
Emana cosi’ nel 1392 la Carta de Logu, documento in 198 capitoli redatto sulla base della precedente legislatura definita dal padre: tale opera verra’ considerata “il maggior monumento legislativo della Sardegna medievale”.                  Non vi e’ alcun dubbio che Eleonora d’Arborea abbia materialmente fatto, costruito con le sue mani, la storia della Sardegna, regolandone la vita giuridica per i quattro secoli successivi.
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La Carta de Logu si dimostra di una modernita’ quasi disarmante: sul finire del 1300 proclama tutti gli uomini uguali di fronte alla legge, regola lo stupro, l’adulterio e l’intenzione dietro un delitto; o ancora definisce un periodo per bruciare le stoppie, regola il testamento, le testimonianze, le questioni fiscali.

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