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La ceramica di Oristano, storia della ceramica sarda

La storia della ceramica sarda ha in Oristano un punto focale, probabilmente per le caratteristiche della zona intorno alla citta’ stessa: fertile, ricca di lagune e di terreni argillosi, utili per la diffusione della produzione della ceramica e della terracotta in particolare.

Oristano, centro di produzione della terracotta

L’ubicazione di Oristano e le condizioni ambientali favorevoli hanno infatti creato un ambiente favorevole, in cui la popolazione riusci’ a specializzarsi nella produzione della terracotta.
Gia’ intorno alla meta’ del 900 ad Oristano si era creato un gruppo di artigiani dediti a tempo pieno ad esso e che della ceramica vivevano, pur con delle grosse limitazioni dovute al fatto che creazione di pezzi in terracotta, per le caratteristiche del materiale, subiva una forte frenata durante i mesi piu’ freddi e umidi.
Questi artisti venivano chiamati maistus e facevano parte di una societa’ ufficiale e con relativo riconoscimento: la Societa’ della Santissima Trinita’; chiunque volesse diventare vasaio doveva obbligatoriamente farne parte, in modo da assicurare la propria maestria.
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Oristano e’ quindi un pezzo fondamentale della storia della ceramica, attivita’ che si poteva incontrare ovunque in citta’; vi sono testimonianze storiche che dimostrano l’esistenza di interi rioni e quartieri dediti alla produzione della ceramica, animati da piccole botteghe in cui spesso gli artigiani lavoravano per incarico di un padrone o di un ex vasaio che forniva l’argilla e il materiale necessario.

La tecnica della ceramica di Oristano

La ceramica e la terracotta di Oristano puo’ sembrare, ad uno sguardo superficiale o in confronto a stili piu’ elaborati, rozza e di fattura quasi primitiva.
In realta’ i vasi e le brocche realizzate nella zona sono il frutto di tecniche di tipo pre-industriale, e che rispondevano alle esigenze di un dato periodo storico.
L’argilla, ottenuta scavando gallerie non troppo profonde, veniva scelta dagli artigiani con attenzione, non essendovi un solo tipo, adatto a qualsiasi lavorazione; a seconda della qualita’ della materia prima si creavano infatti differenti forme: vasi, conche, brocche.
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Una volta asciugato e pulito il materiale avveniva la frantumazione, a quel punto si univa l’acqua e si procedeva ad impastare con i piedi; l’impasto, una volta secco, veniva lavorato e messo sul tornio.
I vasi e le brocche creati con maestria dagli artigiani passavano quindi alla fase della cottura, ma solo una volta essicati completamente; questa era probabilmente la fase piu’ complicata, perche’ il materiale era piuttosto sensibile alle correnti d’aria o ai cambiamenti di temperatura repentini.

I manufatti di Oristano: dalla brocca ai vasi

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I pezzi di terracotta di Oristano si dividono in tre categorie di vasi principali: i vasi da acqua e le giare, le conche e le ciotole, i manufatti destinati ad eventi particolari e alle feste.
Una menzione particolare merita la brocca, essendo decorata riccamente con soggetti diversi: era un oggetto unico, non destinato alla vendita ma ad essere un regalo per persone importanti.
Un esempio era sa brocca de sa sposa, che il vasaio poteva aggiungere come dono all’interno di un ricco corredo commisionatogli.

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