Home Blog Artigianato Ceramica sarda: il dopoguerra

Ceramica sarda: il dopoguerra

>La produzione della ceramica, in europa così come in sardegna, conosce un rinnovato e grande successo nel dopoguerra, grazie anche al ritorno di un forte interesse per le arti decorative in generale.
In Sardegna la ripresa di questo particolare settore dell’ artigianato è strettamente legata al risveglio dell’ interesse per la civilta nuragica, all’ interno di un più ampio contesto rivolto alla rivalutazione
dell’ artigianato sardo all’ interno del panorama culturale del mediterraneo.
Questo particolare clima culturale si ritrova ad esempio nell’ attività di Melkiorre Melis, nato a Bosa e vissuto tra il 1889 e il 1982.
Famose le sue “Interpretations ceramiques de l’Art Nouragiques Votif de l’Île de Sardaigne”, interpretazioni in ceramica dell’ arte nuragica, raffiguranti veneri e arcieri, sacerdotesse o animali realizzati in colori brillanti su basi ad imitazione del legno, che esprimono appieno gli effetti dell’ arte nuragica sul panorama artistico e artigianale sardo.
Anche un altro ceramista proveniente da Bosa, Federico Melis, esprime la stessa tendenza, ispirandosi alla cultura autoctona sarda in modo da mantenere il più possibile un legame quantomeno simbolico con la Sardegna, da cui si allontana fisicamente in maniera definitiva.
Appartengono allo stesso filone nuragico del dopoguerra anche le lavorazioni di Gavino Tillocca (Sassari 1911-1999), scultore e pittore che ritrova nella ceramica il punto di convergenza ideale tra queste due arti.
Tra le sue opere si possono citare ad esempio “I guerrieri nuragici” e “I cavalli”, che esprimono un enorme pathos espressivo; in generale nella sua produzione si riscontra una predilezione per le tematiche della donna sarda o degli animali.

Federico Melis, ANFORA SARDESCA, 1927-31 ; http://www.collezioni-f.it/melis.html

Forse ti potrebbe anche interessare :
 


 


 


NO COMMENTS

Leave a Reply