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Adriano Concas, artigiano del rame, apre il suo laboratorio a Villaputzu nel 2011.

L’amore per le tonalità del rame

La scelta avviene sebbene nel Sarragus non vi sia una tradizione radicata della lavorazione di questo materiale: a spingerlo è il puro e semplice fascino per il materiale, l’amore per la malleabilità e per la tonalità dei colori che il rame può assumere.
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La sua produzione spazia tra tegami, lampade, lampadari e sculture, in un equilibrio tra passato e presente, riproduzione della tradizione e design innovativi.

Tramandare l’arte della lavorazione del rame

Adriano mira infatti alla ricerca e riproduzione di utensili antichi, che fanno parte della cultura e della cucina sarda, senza però trascurare la possibilità di affiancare le riproduzioni derivanti dalla tradizione più antica con pezzi più moderni e contemporanei.
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Gli utensili della tradizione

Oltre agli oggetti in rame realizza anche strumenti per il taglio e la decorazione della pasta fresca e per il pane cerimoniale, seguendo ancora le antiche tecniche di lavorazione, come forgiatura e brunitura a fuoco.
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Come l’amore per l’arte della lavorazione del rame lo ha spinto ad aprire il suo laboratorio, così oggi porta avanti il suo lavoro per far conoscere la bellezza della creatività e dei lavori manuali alle nuove generazioni, nella speranza che si possa evitare che il suo antico mestiere vada perduto.

Ati Artisticu - Casette in Trachite di Lukas Loewe

Ati Artisticu – Casette in Trachite di Lukas Loewe

La Storia

Lucas Loewe, di origini tedesche, entra nel mondo dell’artigianato nel 1995, nel laboratorio orafo dei genitori, per poi diventare lui stesso maestro orafo.
Nato in Germania e trasferitosi in Sardegna all’eta’ di 5 anni, oggi si ritiene quasi piu’ sardo che tedesco, essendosi innamorato della sua terra d’adozione.
Oggi nel suo laboratorio Atiartisticu a Narbolia porta avanti la sperimentazione artistica e creativa con cui é sempre stato a contatto, essendo i genitori degli orafi fuori dagli schemi, mirando pero’ a creare un tributo alla Sardegna.

laboratorio Atiartisticu di Loewe Leander Lukas

La sua produzione prevede infatti una linea di gioielli dalle linee contemporanee e le sue Casette in trachite, che più che complementi d’arredo sono un omaggio a tutti quegli angoli dell’isola che l’artigiano ritiene spesso sottovalutati e non ammirati nella loro semplicità.
Realizzate con una serie di piccolissimi dettagli in argento, le Casette riproducono il profilo dei borghi rurali sardi, secondo l’artigiano ricchi di fascino e di potenziale spesso sottovalutato: l’idea alla base e’ quella di delineare una forma semplice, ispirata alle architetture rurali della Sardegna, impreziosita da minuziosi dettagli preziosi.

Casette in Trachite

Porte, finestre, piante, animali, e molti altri dettagli che contribuiscono a ricreare il profilo di un piccolo paese sardo, perfetto nella sua semplicita’ come elemento d’arredo.
L’intento di Lucas e’ di esprimere il suo amore per la Sardegna e per i suoi piccoli tesori, troppo spesso non sfruttati come meriterebbero: non a caso nelle sue creazioni si ritrovano spesso materiali locali, anche di poco valore, che vengono affiancati alla trachite e all’argento.
Oggi la sua produzione prevede le sue Casette, altri oggetti decorativi e una linea di gioielli dalle linee contemporanee, in cui utilizza sia pietre dure che tenere.

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Per la seconda tappa del nostro tour tra gli artigiani della Fiera dell’artigianato artistico della Sardegna, andiamo a Montevecchio.
Entrare nel laboratorio a di Andrea Cadoni è un’esperienza, un calarsi nella profondità dell’arte, attraverso i sui gesti e le sue parole.

In equilibrio tra gioielleria e scultura

A partire da una definizione di sè: “il mio lavoro è fare gioielli, anche se in realtà non so se definirmi un orafo, uno scultore, un falegname o un poeta”.
Foto MondoSardegna - Orizzontali (2)
L’intenzione che sta dietro i suoi gioielli è lontana dal concetto semplice di creare un monile come accessorio da indossare fine a se stesso; il suo lavoro è rivolto a creare un’opera, una scultura da poter indossare, che sia capace di poter raccontare ed emozionare.
In ogni suo pezzo si individuano chiaramente la volontà di creare un’opera d’arte e la forte influenza della natura, sempre in prima linea tra le sue fonti d’ispirazione.
Foto MondoSardegna - Orizzontali (1)

La natura come fonte d’ispirazione

Questo desiderio spinge Andrea ad una continua ricerca del bello, che per lui corrisponde a curve, pieni e vuoti della natura, a quell’armonia capace di mettere tutto in un rapporto di pace.
Durante la visita al suo laboratorio è chiaro quanto il contatto fisico sia essenziale per Andrea per entrare in simbiosi con l’opera in esecuzione: ogni gioiello è realizzato interamente a mano, ogni minimo particolare nasce in maniera artigianale.

Foto MondoSardegna - Orizzontali

Concludiamo la nostra visita ad Andrea Cadoni chiedendogli quando un gioiello si considera terminato, e ci risponde così: “posso ritenere definito il mio operato quando riesco a trovare quell’equilibrio di silenzio composto da ogni elemento, in cui ogni perlina e ogni elemento si deve completare a vicenda, ottenendo quell’armonia que deve dar pace al mio animo.
Solo in quel momento posso ritenere il mio gioiello finito e degno di essere indossato sulla pelle di una donna”.
Questo appuntamento con l’artigianato sardo volge al termine, pronti per una prossima tappa del nostro viaggio tra i laboratori artigianali.

Eccoci a raccontare la prima tappa del nostro viaggio tra i laboratori artigianali, che ci vede fianco a fianco in una collaborazione con la Fiera dell’artigianato artistico della Sardegna.
Oggi conosciamo Doriana Usai e le sue ceramiche, esempio perfetto del connubio che si può creare tra artigianato sardo, tradizione e arte.

Usai: ceramisti da cinque generazioni

Discendente di una famiglia di ceramisti di Assemini, ormai giunta alla quinta generazione, ha da sempre respirato e vissuto l’artigianato sardo e la ceramica: sin da piccola il laboratorio di suo padre Efisio era un luogo familiare, in cui passare delle ore tra i pezzi in preparazione.

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Da una Doriana bambina, che cerca di giocare a nascondino dentro le ceramiche, facciamo un salto in avanti, ad una Doriana adulta, ceramista profesionista e con una formazione all’avanguardia.
Una volta resasi conto di quanto i profumi del laboratorio e della ceramica le appartenessero, l’artigiana ha infatti intrapreso un percorso di studi che le permettesse di conciliare la sua profonda sensibilità artistica e gli insegnamenti paterni.

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Tra tradizione e ricerca del design

Inizia quindi dal liceo artistico, aggiornando poi continuamente tecniche e conoscenze: segue prestigiosi corsi di tecniche decorative e studia design a Milano, volendo andare oltre la semplice riproduzione degli elementi della tradizione asseminese.

Nelle sue ceramiche artistiche tradizionali vi è un parallelo tra la ceramica dei suoi avi e la modernità, in una combinazione di forme antiche e moderne.
La produzione del laboratorio, aperto dal 1997, ha come punti stabili le forme tipiche della tradizione asseminese, tutti quegli oggetti di primaria necessità, utilizzati da sempre nelle cucine della Sardegna.
Foto MondoSardegna - Orizzontali
Da queste forme più tipiche parte poi un processo di rivisitazione della ceramica artistica in chiave contemporanea, una rielaborazione degli elementi della tradizione in un’ottica rivolta al futuro.
La lunga tradizione familiare, le cui prime notizie risalgono alla fine del 1800, è costellata di premi e riconoscimenti, ottenuti da padre e figlia Usai, come in numerose edizioni del mondial tornanti.

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