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La gioielleria e l’oreficeria sarda prendono vita grazie ad una gamma di pezzi varia ed in continua trasformazione, dai più semplici anelli alle filigrane più lavorate ed intricate.
Visitando i laboratori orafi e i negozi di artigianato sardo specializzati si possono infatti ammirare la fede sarda, anelli, spille, rosari, orecchini e molte alte espressioni della cultura orafa sarda, ormai più che centenaria.

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Tra essi uno dei più diffusi in assoluto è l’anello (non solo la fede sarda) ornamento prettamente femminile realizzato secondo diverse tecniche utilizzando sia l’oro che l’argento, distinguibile da zona a zona della Sardegna.
Ad esempio nelle oreficerie del Nuorese la tradizione ha portato alla diffusione di anelli con incastonature di corniole finemente incise ed intagliate.Questi esemplari, nonostante le pietre utilizzate siano raramente preziose, riescono ad ottenere un aspetto sfarzoso grazie a lamine di diversi colori collocate sul fondo dell’incastonatura.
Trova invece diffusione in tutta la Sardegna l’anello a castone piatto con l’incisione delle iniziali del donatore dello stesso o la lettera R di “ricordo”, che assume però diverse funzioni e significati a seconda della zona. Ad esempio in Gallura era considerato l’anello regalato dall’uomo al momento del fidanzamento, mentre in altri centri veniva regalato in occasione del giorno del matrimonio. Le donne sarde, come dimostrano testimonianze che risalgono al settecento e all’ottocento, sono sempre state solite sfoggiare molti tra questi e altri anelli, addirittura dotati secondo le tradizioni popolari di poteri taumaturgici. In passato si sosteneva ad esempio che gli anelli d’argento con incastonata una particolare pietra color miele tipica del Cagliaritano potessero alleviare l’emicrania, così come quelli d’oro con incastonato del corallo rosso.
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