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La terza tappa del tour #unpienodiartigianato inizia quando, guidando, comincio ad intravedere Lanusei, capoluogo ogliastrino arroccato intorno ai 600 metri di altitudine. Città antica, abitata sin dal periodo preistorico, oggi offre la possibilità di visitare in un’area attrezzata per i turisti ben due tombe dei giganti, rinvenute nell’altipiano che sovrasta il borgo.
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Qui mi attende Stefania Lai, il primo ed unico artigiano della giornata: la visita al suo laboratorio dove maneggia e da nuova forma al vetro si potrae infatti ben più a lungo di quanto avessi potuto prevedere, trasformandosi in un’intera giornata dedicata alla lavorazione del vetro.
Stefania Lai - VetroCreo
Assisto alla creazione di uno dei pezzi della sua Vetrocrea, un pannello decorativo in vetro, materiale da lei maneggiato con una naturalezza e semplicità fuori dal comune. Ogni pannello nasce dall’ispirazione di un momento, da un’idea che poi prende forma nel vetro; perciò Stefania realizza solo pezzi unici, ognuno diverso dall’altro per forme e linee.
Creazioni di Stefania Lai
La giornata volge al termine e mi dirigo al bed and breakfast Iradas, dove mi ospiteranno per la notte. Subito mi colpiscono i contrasti: la vecchia abitazione padronale, splendidamente ristrutturata con un tocco minimalista, spicca tra gli orti e il bosco che la circondano.
B&B Lanusei
bed and breakfast Iradas
La mia camera è arredata con mobili antichi, stile a cui si rifanno anche gli arredi delle altre stanze; la colazione non tradisce le aspettative che mi ero creato all’arrivo, gustosa e definibile a dir poco abbondante.
bed and breakfast Iradas
Rifocillato (o pieno come un uovo?) posso quindi iniziare la seconda giornata di questa tappa del MondoSardegna tour: direzione Ulassai e la Cooperativa tessile Su Marmuri.
Cooperativa Su Marmuri
Nata nel 1971, oggi è una cooperativa tutta al femminile, composta da sei donne che tessono al telaio una vasta gamma di prodotti, che spaziano dalle trame più antiche e tradizionali a quelle rivisitate in chiave moderna.
Cooperativa Su Marmuri
Ogni pezzo che esce da questa cooperativa si contraddistingue per l’alto livello qualitativo e per l’utilizzo di materiali esclusivamente naturali: lino, cotone e lana di pecora di produzione locale.
Sulla strada del ritorno mi fermo a dormire a Tortolì, nel B&B Le stanze di Patika nato nel 2007, quando la proprietaria decide di dare nuova vita al palazzo di famiglia, ristrutturandolo per creare una dimora accogliente, decorata con i motivi e i colori più tipici della Sardegna.
B&B Tortolì
StanzaArancione
Si chiude qui, tra le pareti di un arancio vibrante della Stanza della Passione, la terza tappa del tour. Un po di relax, preparandosi per nuovi artigiani, nuovi mestieri e nuovi saperi.

La seconda parte di questa tappa del tour #unpienodiartigianato mi trova ancora a Pattada, dove ho deciso di trattenermi per conoscere meglio il settore dell’artigianato sardo che probabilmente meglio rappresenta Pattada e per il quale è, non a caso, rinomata: la coltelleria.
Coltelleria Giugu Pattada
La mattina ha quindi inizio all’interno del laboratorio Giagu, fondato nel 1985 da Salvatore Giagu e Maria Rosaria Deroma, una coppia che porta avanti l’arte della lavorazione del coltello a loro tempo appresa a stretto contatto con un noto artigiano di Pattada.
Coltelleria Giugu Pattada
Durante la mia visita i due artigiani mi mostrano come nasce e “cresce” un coltello tradizionale, che non racchiude però tutta la loro produzione: il Laboratorio Giagu non si limita al recupero delle forme antiche, puntando sulla sperimentazione di materiali alternativi e sull’esecuzione di lavori in damasco e in filigrana sarda d’oro.
Coltelleria Giugu Pattada
Alla passione di questi artigiani si deve anche l’inaugurazione del “Museo Culter, il Museo Internazionale del Coltello in Pattada, l’unico in Europa; in quest’area espositiva si possono ammirare sia i modelli più tradizionali che quelli più moderni ed esclusivi, brevettati dal Laboratorio Giagu.
Coltelleria Giugu Pattada
Salutati Salvatore e Maria Rosaria realizzo senza alcun dubbio che non si può vivere di solo artigianato e quasi corro all’agriturismo Sololche, ansioso di provare qualche piatto tipico della zona cucinato dallo chef Piero Pompedda, attivo nella zona da quattro anni.
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agriturismo Sololche
I suoi piatti sono rivisitazioni dei piatti della tradizione, i cosiddetti piatti della nonna che vengono poi rivisti utilizzando le erbe di stagione a sua disposizione.
agriturismo Sololche
agriturismo Sololche
Sul finire della giornata mi dirigo a Mamoiada, avendo intenzione di trascorrere la notte al B&B da Titina in attesa di conoscere gli artigiani di quella zona. Mi accolgono in un ambiente rilassante e delicato: una villa indipendente con uno splendido giardino, che mi offre l’occasione di fare colazione circondato da muri di foglie che vanno dal verde al rosso.
B&B Titina  - Mamoiada
Il primo artigiano che mi aspetta in mattinata è Sandro Cadinu, che ha fondato oltre 15 anni fa la sua Creazioni Satodà, acronimo che unisce il suo nome con quelli di sua moglie e di suo figlio.
Satodà - Mamoiada
Sandro crea totalmente a mano mobili unici, come ad esempio i suoi comodini sospesi che alle esigenze di design uniscono quelle di praticità e risparmio di spazio, proprie delle abitazioni moderne.
Satodà Mamoiada
A seguire mi aspetta Ruggero Mameli, artigiano che crea uno dei simboli di Mamoiada: le maschere. Le sue creazioni spaziano da maschere indossabili, leggere ed adattabili alla conformazione del viso, a quelle puramente decorative, decisamente più pesanti ed imponenti ma senza dubbio di grande impatto visivo.
Mameli - Maschere
La manualità e la passione di Ruggero negli anni si sono riversate totalmente sulla creazione delle maschere tipiche, più consolidate nella tradizione sarda e nella sua zona, come la Visera del Mamuthone e la maschera dell’Issohadore di Mamoiada.
Gli oltre 35 anni di lavoro nel settore hanno portato questo artigiano ad aprire anche un Museo-Esposizione Maschere e Artigianato, nel quale è possibile visitare un’ampissima varietà, più di 200 maschere realizzate a mano nei legni più disparati.
Mameli - Maschere
La serata e la seconda tappa del tour si concludono all’Hotel Birdesu, a Girasole, a pochi chilometri da Tortolì, dove posso godere dell’ospitalità ogliastrina per una cena tipica sarda: culurgiones e salumi.
Hotel Birdesu
Hotel Birdesu
Hotel Birdesu
Questi ultimi oltre che essere deliziosi sono totalmente a km zero: una parte dell’azienda è infatti dedicata all’allevamento della razza suina sarda, allevata con pazienza ed attenzione a tecniche ecocompatibili e biologiche da Rocco Piras.

Rocco Piras - Girasole
Rocco - Piras - Girasole
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testi del viaggio di Stefania e immagini e viaggio di Massimo Loi

#UNPIENODIARTIGIANATO – Artigiani Mamoiada e Pattada

Fotocamera e telecamera cariche, occhi e orecchie (e stomaco!) aperti: la seconda tappa di Ottobre del tour #unpienodiartigianato può avere inizio.
Questa settimana partiamo da Dolianova, dove mi aspetta il mondo luccicante e iridescente di Cintia Orrù e della sua Ghirigori Glass.
Ghirigori Glass
Questa artista del vetro, che inizia nel 2007 a lavorare come autodidatta vari materiali spaziando dal vetro alla ceramica, mi dimostra dal vivo come nascono le sue perlottole, che esprimono al meglio la sua creatività e il suo approccio particolare.
Cintia Orrù
Realizzate in vetro con la tecnica lampwork, questi delicatissimi ciondoli hanno una natura duplice, potendo all’occorrenza diventare delle vere e proprie trottole che girano in una spirale multicolore.
Il lunedì si conclude poi ad Orotelli e all’insegna del relax nell’affittacamere da Giovanna, dove il mio sguardo viene catturato dai quadri alle pareti, raffiguranti soggetti vibranti e forti.
AffittaCamere
La mia curiosità mi spinge a chiedere informazioni al riguardo e viene ripagata: ho l’occasione di conoscere il pittore Antioco Lostia, che vive e ha il suo laboratorio ad Orotelli.
Oritelli Lostia
Scoprendo qualcosa in più su di lui non mi sorprendo che le sue opere mi abbiano colpito, essendo un artista decisamente apprezzato da pubblico e critica, i cui quadri si possono trovare sia in collezioni pubbliche che private. La sua produzione si concentra soprattutto sui soggetti propri della vita sarda: che siano animali e paesaggi o uomini e donne in costume sardo la sua pennellata realistica è sempre ben riconoscibile.
Antioco Lostia Quadro
La mattina dopo, soddisfatto per le nuove scoperte e rigenerato da una bella dormita, mi sposto a Pattada per conoscere un artigiano ed artista che potrebbe suscitare una certa curiosità nel panorama dell’artigianato sardo: il liutaio Piero Virdis.
Liutaio Pietro Virdis
Nella sua liuteria assisto rapito ad alcune fasi della costruzione di un violino costruito secondo gli standard del Metodo Classico Cremonese, fondamentale nel lavoro di Piero.
Pietro Virdis Liutaio
La sua formazione è infatti classica e nei suoi strumenti, dai violini ai violoncelli, si ritrovano tutti gli anni di apprendistato presso il Maestro Liutaio cremonese Francesco Bissolotti.
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La seconda giornata del tour si conclude quindi a Pattada, con cena e pernottamento nell’Hotel La Pineta. Il nome non mente e mi ritrovo immerso in un’atmosfera rilassante, a godermi ravioli, seadas e origliettas immerso nel verde.

PINETAPattada

 

ristorante la Pineta
testi del viaggio di Stefania e immagini e viaggio di Massimo Loi

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3°GIORNO – Artigianato da Nuoro a Urzulei

La nuova giornata del tour #unpienodiartigianato inizia con un nuovo spostamento: da Nuoro ad Urzulei, alla ricerca di nuovi artigiani.
Nuoro>Urzulei
Durante il viaggio, vicino al confine con il territorio di Orgosolo, mi ritrovo a superare un luogo che mi fa pentire di non aver messo in conto la possibilità di spendere una giornata nella natura: la Gola di Gorropu. Profonda 490 metri e lunga oltre 1,5 km, la gola è uno dei canyon più grandi d’Europa e una tra le parti più suggestive della Sardegna. Gli utenti di tripadvisor recensiscono più che entusiasticamente la gola, lungo il cui sentiero si trovano due fonti d’acqua limpida e freschissima, e il trekking di circa due ore che conduce alla grotta vera e propria.
Programmata mentalmente una prossima gita a Gorropu, sono impaziente di andare a conoscere Elena Mulas e il marito del laboratorio Artessile in località Topponu, creato appunto ad Urzulei oltre vent’anni fa.

Artessile MacchinariNew

Le mani di Elena corrono velocissime sugli imponenti telati del primo 900, creando di volta in volta arazzi, tappeti, tende, biancheria ed accessori per la casa che riproducono elementi tipici dell’artigianato sardo in una gamma di colori innovativa.

Artessile Urzulei

Al termine di questa lunga giornata non vedo l’ora di riposarmi e mi dirigo in via Mazzini, dove si trova il B&B Serraecoro, accogliente ed arredato secondo il gusto tradizionale sardo, che prende il nome dalla zona in cui si trova.
Sabato arriva a chiudere la prima tappa del tour, e mi posso concedere una mattinata da turista ad Urzulei. Camminando per le vie del paese mi saltano all’occhio diversi murales di grande impatto realizzati dall’associazione Sa Murra basandosi su foto d’epoca.

Murales Sa Murra

Mi metto quindi in macchina per il ritorno a casa e, ancora una volta, la Sardegna mi sorprende quando, imboccato il bivio per Talana, mi ritrovo a percorrere una serie di tornanti che mi ripagano con la meravigliosa vista del Gennargentu. Portando con me le scoperte e le conoscenze fatte, mi preparo per una nuova tappa.

Gennargentu


viaggio, video e foto di Massimo Loi / scritto da Stefania Loi

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2°GIORNO – Da Macomer a Nuoro

La seconda giornata del nostro tour #unpienodiartigianato inizia nel laboratorio di Pantaleo Murgia, artigiano delle scarpe e della pelle di Macomer. Tra i ritagli di pelle, i fili e i vari pezzi in lavorazione mi racconta della sua attività, con la quale porta avanti la tradizione antica dei prodotti artigianali, fatti a mano e da mani esperte.

calzolaio

Pantaleo realizza a mano scarpe, selle, accessori, gambali e altri elementi che si rifanno proprio alla tradizione della Sardegna, cercando di rispettarla quanto più possibile.

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Dopo un pranzo veloce a base di pasta fresca nel ristorante Da Gigi decido di spostarmi a Nuoro.
Pasta Fresca
Il viaggio non manca però di riservarmi delle sorprese; incappo infatti nel Nuraghe di Santa Sabina, un esempio di quanti tesori si possano incontrare, quasi casualmente, in ogni angolo della Sardegna. Nonostante quest’area archeologica sia poco pubblicizzata, quasi nascosta alla vista passando per la statale, riesce a colpire i turisti sia italiani che stranieri.

Nuraghe Video

Nel prezzo del biglietto di ingresso all’area è inclusa anche una visita alla chiesetta bizantina di Santa Sabina che si può ammirare dalla sommità del nuraghe. Arrivato a Nuoro vado subito a conoscere Roberto Ziranu, artigiano che ha saputo dare una spinta artistica al mestiere della lavorazione del ferro, tramandatogli dal padre.
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Roberto riesce a lavorare una materia difficile come il ferro con un approccio del tutto peculiare, dandogli forme e colori nuovi e sempre differenti: dimostra come una fredda lastra di ferro possa diventare un quadro attraversato da colori estremamente cangianti.
ziranu opere
L’artigianalità e la creatività permeano tutti i suoi pezzi, creati ache grazie al connubio con altri materiali più naturali, come ad esempio il ginepro tipico della Sardegna; le forme delle sue creazioni sono una rivisitazione di forme arcaiche, quasi con l’intento di restituire qualcosa ai suoi antenati.

vistanuoro

A questo punto posso ritenermi soddisfatto della seconda giornata e andare a godermi l’ospitalità di Nuoro nel B&B Nughé é Oro, al sesto piano di un palazzo in via Matteotti 14, da cui si gode una splendida vista della città.
Questo B&B nasce da una rivoluzione, e si nota: i gestori Carla e Max si sono infatti lanciati nel progetto nel 2007, abbandonando le proprie precedenti attività e riversando su “la noce d’oro” il loro intento di creare un ambiente differente.

B&B Nuoro

In tutta la casa si possono ammirare splendide fotografie scattate dai due in tutto il mondo, dalla Sardegna passando per l’Australia e la Cina; nelle tre stanze a tema differente i simbolismi non mancano, così come i riferimenti alla new age.

viaggio, video e foto di Massimo Loi / scritto da Stefania Loi

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1°GIORNO – Artigiani di Macomer Sardegna

 

 

Il mio tour dell’artigianato inizia da Macomer, in provincia di Nuoro, dove ho l’occasione di conoscere artigiani e ristoratori animati da una vera passione per il proprio lavoro, che legano fortemente alle tradizioni e all’artigianalità di Sardegna.
Le origini di Macomer sono decisamente antiche, come testimoniano senza alcun dubbio gli insediamenti di età nuragica nella zona in cui si trova attualmente il centro urbano e i vari siti archeologici apprezzabili nei dintorni, alcuni dei quali ritenuti tra i più importanti dell’intera isola. Tra di essi spicca il complesso archeologico di Tamuli, tappa consigliatissima anche dai viaggiatori di tripadvisor: solo leggendo le recensioni emerge chiaramente la bellezza e l’atmosfera particolare del nuraghe, del villaggio e delle tombe dei giganti immerse nel verde delle colline.

Tamuli

Una visita a Macomer potrebbe offrire spunti interessanti anche per gli amanti del trekking e della natura, con una visita al monte di Sant’Antonio; questa folta foresta, completamente attrezzata per i picnic, permette di godere di un bellissimo panorama sulla sua sommità, dove si trovano anche una chiesetta e un nuraghe quasi completamente avvolto dalla vegetazione. Se si è interessati ad una visita particolarmente suggestiva al monte è consigliato il 13 giugno in occasione della ricorrenza di S. Antonio da Padova, quando migliaia di fedeli da tutta la Sardegna si riuniscono nella natura.
Dopo un primo giro per conoscere il paese decido che è il momento di riposarmi e mi dirigo a Casa Castori, un’abitazione storica resa ben più di un b&b dalle sorelle Castori.

Ingresso

Sin da subito mi salta all’occhio l’atmosfera speciale che si respira: sembra quasi di aver fatto un salto nel passato di questa casa, appartenente alla famiglia da oltre cento anni.

MaschereCasaCastori

Un restauro a regola d’arte, gli arredi tradizionali affidati ad abili artigiani della zona, l’esposizione di foto antiche e di maschere del carnevale sardo, sono tutti elementi che rendono un soggiorno a Casa Castori quasi un viaggio nel viaggio.
Rifocillato dopo una bella dormita vado a conoscere i primi artigiani del nostro tour, nel Lab PLATDD. Barbara Pala e Antonella Tedde sono una Fashion Designer e una Modellista, che dopo anni di studi ed esperienze lavorative nella moda e nell’artigianato hanno deciso di tornare in Sardegna e creare un laboratorio in cui poter esprimere la loro passione e competenza.
#LABPLATDD
All’interno del laboratorio posso ammirare abiti unici, realizzati sempre su misura, sia di stampo moderno che tradizionale: un esempio è la riproduzione fedele della giacca del costume tradizionale di Macomer, realizzata in orbace e velluto per avvicinarsi quanto più possibile al modello originario del 1850.

Lab Platdd

Mi viene spiegato anche come nasce una collezione di moda del laboratorio Pala, come la collezione Mascaras, nata dal desiderio di creare degli abiti che fossero intellettuali e romantici; il filo conduttore è il legame che si è cercato di creare tra il mondo del carnevale sardo e il concetto di mascheramento nella società.

Lab PLATDD

La giornata prosegue ed il mio stomaco è il primo ad accorgersene: mi dirigo quindi alla mia prossima tappa, il ristorante Da Gigi dell’Hotel Marghine.
Chiacchierando con i proprietari scopro quanto il loro ristorante e albergo di famiglia sia influenzato da sessant’anni a questa parte dalla voglia di far conoscere ai turisti la vera Sardegna, sia in ambito culinario che non. La cena è deliziosa e, particolar non da poco, abbondante: inizio con un antipasto con bottarga e frutta
Bottarga e Frutta
proseguo con una carbonara vegetariana.
Carbonara di Verdure
Mi raccontano di come stiano cercando di dare una personalità all’albergo, in modo che i turisti anche stranieri possano farsi un’idea delle tradizioni, delle caratteristiche, dei colori della Sardegna: le camere sono estremamente colorate, la sala del ristorante è decorata da una serie di immagini tipiche.

Hotel Marghine Macomer

La prima giornata del tour si chiude così, in attesa di scoprire nuovi colori e sapori della Sardegna.

viaggio, video e foto di Massimo Loi / scritto da Stefania Loi

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