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Massimo

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Eccoci a raccontare la prima tappa del nostro viaggio tra i laboratori artigianali, che ci vede fianco a fianco in una collaborazione con la Fiera dell’artigianato artistico della Sardegna.
Oggi conosciamo Doriana Usai e le sue ceramiche, esempio perfetto del connubio che si può creare tra artigianato sardo, tradizione e arte.

Usai: ceramisti da cinque generazioni

Discendente di una famiglia di ceramisti di Assemini, ormai giunta alla quinta generazione, ha da sempre respirato e vissuto l’artigianato sardo e la ceramica: sin da piccola il laboratorio di suo padre Efisio era un luogo familiare, in cui passare delle ore tra i pezzi in preparazione.

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Da una Doriana bambina, che cerca di giocare a nascondino dentro le ceramiche, facciamo un salto in avanti, ad una Doriana adulta, ceramista profesionista e con una formazione all’avanguardia.
Una volta resasi conto di quanto i profumi del laboratorio e della ceramica le appartenessero, l’artigiana ha infatti intrapreso un percorso di studi che le permettesse di conciliare la sua profonda sensibilità artistica e gli insegnamenti paterni.

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Tra tradizione e ricerca del design

Inizia quindi dal liceo artistico, aggiornando poi continuamente tecniche e conoscenze: segue prestigiosi corsi di tecniche decorative e studia design a Milano, volendo andare oltre la semplice riproduzione degli elementi della tradizione asseminese.

Nelle sue ceramiche artistiche tradizionali vi è un parallelo tra la ceramica dei suoi avi e la modernità, in una combinazione di forme antiche e moderne.
La produzione del laboratorio, aperto dal 1997, ha come punti stabili le forme tipiche della tradizione asseminese, tutti quegli oggetti di primaria necessità, utilizzati da sempre nelle cucine della Sardegna.
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Da queste forme più tipiche parte poi un processo di rivisitazione della ceramica artistica in chiave contemporanea, una rielaborazione degli elementi della tradizione in un’ottica rivolta al futuro.
La lunga tradizione familiare, le cui prime notizie risalgono alla fine del 1800, è costellata di premi e riconoscimenti, ottenuti da padre e figlia Usai, come in numerose edizioni del mondial tornanti.

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#nuovecollaborazioni

Dall’apertura del progetto Mondosardegna, il nostro intento è sempre stato quello di raccontare l’artigianato sardo e gli artigiani, avendo come punto di partenza la voce e i gesti di questi ultimi.
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I moltissimi laboratori artigianali visitati nel corso degli anni, le mostre, gli eventi e le manifestazioni in Sardegna e non solo, a cui abbiamo partecipato, si concretizzano in un’importante nuova collaborazione.

Mondosardegna media partner della Fiera dell’artigianato artistico della Sardegna


Da oggi possiamo annunciare che saremo il media partner ufficiale della Fiera dell’artigianato artistico della Sardegna.
Entreremo e vi porteremo con noi all’interno di oltre venti laboratori artigiani che saranno presenti alla manifestazione a Mogoro, condividendo e raccontando il lavoro e il saper fare che si celano in ogni creazione, tramandati di generazione in generazione e custoditi gelosamente.
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56^ Edizione della Fiera di Mogoro:
29 Luglio – 3 Settembre 2017

Evento giunto alla 56esima edizione, riesce a riunire artigiani da tutta la Sardegna, in un contesto che si è saputo rinnovare nel corso dei, tanti, anni.
Una rassegna nata per promuovere l’artigianato di Mogoro, divenuta poi la prima grande vetrina dell’artigianato artistico e tradizionale della Sardegna: dall’inaugurazione, il 19 maggio 1961, la Fiera ha acquisito sempre più importanza, aprendosi ad artigiani provenienti da tutta l’isola.

Un evento in continua evoluzione, che ha saputo rinnovarsi dove altri sono rimasti statici, inserendo l’artigianato in un contesto vivace: un esempio il progetto di collaborazione tra gli artigiani e giovani architetti e designer di Mogoro, con l’intento di creare pezzi inediti e dal sapore contemporaneo, che ha animato l’edizione dello scorso anno.

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La ceramica sarda: le origini più antiche

Oggi facciamo un passo indietro nel tempo, andando alla ricerca delle origini più antiche di una delle forme più importanti dell’artigianato sardo: la ceramica.
Andiamo sino all’età nuragica, in cui la produzione ceramica in Sardegna deve affrontare e confrontarsi con una serie di mutamenti della comunità.
Usi e necessità alimentari cominciano a cambiare: si necessitano ad esempio oggetti e vasellame per il trasporto e la conservazione di cibi e bevande.
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La ceramica dell’era nuragica era opera esclusiva delle donne, che la modellavano a mano per poi cuocerla in focolari all’aperto, a livello del terreno o scavati al di sotto.
Per questi primi manufatti, pre avvento del tornio e dell’intervento maschile, veniva utilizata un’argilla con una grossa presenza di frammenti esterni: minerali, rocce, elementi vegetali di vario tipo.

Le ceramiche dell’età nuragica

Le forme che assume la ceramica in Sardegna in questo periodo storico sono piuttosto semplici, più mirate alla comodità in fase di cottura che alla mera estetica.
Tegami, piatti, teglie, ciotole: tutte forme piatte a aperte, dall’aspetto grezzo e senza alcun tipo di decorazione, ad eccezione di alcuni, in cui si ritrova già un aspetto più curato nella superficie liscia e lucida.
Le forme basse delle ceramiche erano perfette per la fase di cottura, abbinate spesso ad altri recipienti, anche muniti di fori, con cui si ricreava una sorta di forno a campana con valvole di sfiato.

Le prime decorazioni

Le prime decorazioni della ceramica sarda compaiono sulla tesa e la parte alta dei vasi con orlo, tramite l’impronta di strumenti di vario tipo o l’incisione della superficie ancora fresca.
Si ritrovano anche aggiunte di cordoni e altri elementi in argilla, con l’alternarsi di fasce lisce e decorate.

La ceramica tra età del Bronzo e del Ferro

Con il consolidamento degli scambi con tirreno e egeo la comunità nuragica sarda subisce dei mutamenti: un’apertura che si riflette anche sulle caratteristiche della ceramica.
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Si diffondono pezzi in ceramica più raffinati e maggiormente decorati, legati anche a pratiche rituali e all’introduzione di nuove bevande, come il vino, che indicano una diversa concezione della convivialità

 

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http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=2436&s=17&v=9&c=4461&id=62643
http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=2436&s=17&v=9&c=4461&id=75743

Una casa puo diventare un museo, uno strumento utile per calarsi in un’epoca o nella vita di un personaggio influente, che abbia dato un contributo importante alla storia, cultura o letteratura di un paese.
Cosi’ la casa natale di Grazia Deledda, premio Nobel per la Letteratura nel 1926, e’ oggi una struttura museale aperta al pubblico, grazie alla quale capire meglio la donna dietro la scrittrice e conoscere le vicende che hanno contribuito a creare il rapporto peculiare con la sua citta’ natale.

Vale quindi la pena organizzare una visita a Nuoro, esplorando i tre piani in cui si articola questa casa museo, rinnovata nel 2006 e arricchita da documenti e testimonianze storiche che mirano a ricostruire il legame tra Grazia Deledda e Nuoro.

Conoscere la vita e le opere della scrittrice

Le prime due sale, al piano terra, si concentrano sull’ambiente sociale e la vita familiare della Deledda: dal contesto sociale della Nuoro di fine ‘800 all’attribuzione del Nobel, in modo da offrire un excursus esaustivo a chi fosse impossibilitato a visitare i piani superiori.

La cucina e la dispensa

Proseguendo, si ha la possibilita’ di visitare i locali della cucina e della dispensa, tra arredi e utensili d’epoca, contenitori per il cibo, teli di lana e lino che si utilizzavano per la preparazione del pane.

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La sala del Premio Nobel

Quella che originariamente era la camera da letto dei genitori di Grazia Deledda oggi presenta una serie di documenti e immagini che trattano l’esperienza della scrittrice in quel caso, compresi alcuni brani tratti da discorsi pronunciati nel corso di questa giornata cosi’ importante.

La camera di Grazia Deledda

Per allestire l’ambiente in questo caso gli organizzatori si sono ispirati proprio ai romanzi della scrittrice, traendo informazioni dalle descrizioni che si ritrovano in alcuni suoi romanzi autobiografici.
Entrando, ci si ritrova in quei giorni del 1900 in cui la Deledda stava organizzando il proprio matrimonio: tra scrittoio e calamaio, bauli e libri, spiccano foto del futuro sposo e le partecipazioni di nozze.

Una visita emozionante

Gli ambienti visitabili del museo non si limitano a queste stanze, che abbiamo scelto per dare un’idea di cosa prospetti una visita.
Scorrendo le recensioni, traspare quanto questa casa natale trasmetta delle sensazioni al visitatore, soprattutto se si tratta di un lettore e estimatore delle opere di Grazia Deledda.
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Durante la visita sorprende la suggestione di mobili, oggetti e documenti d’epoca: si riesce a percepire come si vivesse anticamente e quali fossero le fonti d’ispirazione che portarono alla nascita di opere riconosciute a livello internazionale.

Per info su orari e prezzi: www.isresardegna.it

(Ph. www.isresardegna.it)

Il carnevale di Gavoi si può considerare un carnevale musicale, un evento tradizionale tra i più importanti in Sardegna, accompagnato da musica e canti.

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23 Febbraio: cosa prevede l’edizione 2017

Il giovedì grasso Gavoi inizia ad animarsi con i festeggiamenti, con Sa sortilla de sos tumbarinos, una sfilata appunto dei tamburini.
Le strade sono percorse dal suono dei tamburi de Sos Sonadores, che da i vari angoli della città si riuniscono nella piazza parrocchiale.
Da lì prenderà avvio una processione che si dipana lungo le vie del centro storico, in una festa rumorosa e musicale che si allunga sino a notte inoltrata.
La festa significa anche buon cibo: vino rosso, zippulas e altri dolci, arrosto, lardo, formaggio e patate, sono solo alcune delle prelibatezze che si potranno degustare mentre Sos Tumbarinos si addentrano per le vie della città.

I personaggi e il loro significato

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Sos sonadores, vestiti con abiti di velluto e col volto ricoperto di fuliggine, sono incaricati di suonare gli strumenti musicali, tra flauti e tamburi.
Sos Tumbarinos sono specializzati invece nella percussione dei tamburi, generalmente realizzati con pelle di capra.
Il ruolo fondamentale della musica nel carnevale di Gavoi lo rende una celebrazione allegra, chiassosa, con un’atmosfera diversa rispetto ai carnevali cupi e tetri tipici della Barbagia.
Questa cerimonia oggi rappresenta una parte di un antico rito propiziatorio rivolto alla natura alla fine sul finire dell’inverno.

Ph.
http://www.panoramio.com
http://www.sardegnadigitallibrary.it

MuseoArcheologico

Tra i musei che meritano una visita sparsi per la Sardegna rientra senza dubbio il Museo Archeologico di Cagliari.
Questo è il luogo in Sardegna dove troveremo maggiori informazioni e reperti sulla sua storia antica, da non lasciarsi sfuggire durante una visita in citta’.

L’esposizione

L’esposizione si orienta su quattro livelli: i primi tre ospitano un percorso cronologico e didattico sulla storia della Sardegna dal neolitico all’età bizantina, mentre il quarto ospita mostre temporanee di rilevanza internazionale, solitamente sempre attinenti alla storia della Sardegna.
L’obbiettivo di questa visita guidata è offrire un quadro abbastanza chiaro del contesto sardo, scoprendo tutte le produzioni fondamentali della cultura materiale.
Un esempio tra i piu’ importanti sono i famosi bronzi e gli idoli in pietra di divinità femminili; ad essi si aggiungono le ceramiche e i gioielli, senza dimenticare le magnifiche armi e gli utensili da lavoro.
Una visita al Museo Archeologico permette anche di conoscere la grande statuaria e di ammirare le ricostruzioni dei nuraghe, simbolo indiscusso dell’isola.

I giganti di Mont’e Prama

Tra la statuaria presente all’interno del museo, spiccano senza alcun dubbio i guerrieri di Mont’e Prama, unico esempio ritrovato in Sardegna di statue in pietra risalenti al periodo tra il 900 e il 700 a.C.
Provenienti dal sito archeologico di Cabras, da cui deriva il loro nome, queste statue hanno un significato antico e profondo, che abbiamo in parte trattato qui.
Il consiglio è quello di avvicinarsi alla storia sarda proprio da questa visita, per poi approfondire con le visite guidate nei siti archeologici del territorio, che potranno essere osservati sotto diversa luce.
Il percorso è da considerarsi adatto a tutti, con vari livelli di approfondimento a seconda dell’eta’ e dell’interesse.

MuseoArcheologico

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