62577Il ferro battuto rappresenta senza dubbio una delle principali forme dell’artigianato italiano, non mancando storicamente in nessun villaggio un fabbro ferraio dedito alla ferratura di cavalli, asini buoi. In Sardegna i due centri più importanti del ferro battuto sono Cagliari e Sassari: ancora oggi in questi luoghi si possono facilmente ammirare balconi, grate, cancellate e chiese che esprimono la diffusione di tale arte nel territorio.

Un’altra espressione importante della lavorazione dei metalli sardi si ritrova nelle armi: infatti spesso il fabbro era anche armaiolo. I coltelli a serramanico, la cui lavorazione richiede una particolare attenzione, hanno non a caso assunto una certa notorietà tra gli oggetti dell’artigianato sardo. Alcuni centri, come Pattada o Dorgali, sono famosi per la precisione delle loro lame e per la bellezza dei manici intagliati dalle corna di montone accuratamente ricercato.

Il manico assume infatti in questi oggetti un’importanza particolare: può essere liscio o minuziosamente decorato, estremamente ricercato è ad esempio quello di corno nero, completamente monocolore e senza alcun tipo di venatura.

La maestria dell’armaiolo si riversava anche nella produzione delle armi da caccia, gelosamente custodite in ogni casa dell’Isola. Esse, riccamente decorate o meno, sono tutte caratterizzate dall’estrema leggerezza.

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